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21.12.2009
Flopenhaghen
“Questo pianeta è vissuto migliaia di milioni di anni, ed è vissuto per migliaia di milioni di anni senza di noi, la specie umana: non ha bisogno di noi per esistere. Mentre noi, senza la Terra, non viviamo, e stiamo distruggendo la Pachamama, la Madre Terra”. Questa triste ma efficace constatazione del presidente della Bolivia Evo Morales, può riassumere plasticamente il recente vertice sul clima di Copenhaghen, risoltosi in un vero e proprio flop.

Il motivo di questo fallimento sta tutto nell’atteggiamento irresponsabile dei Paesi ricchi e potenti del pianeta che non accettano di ridurre le emissioni di CO2, prodotte dalle loro attività economiche che divorano energia e inquinano irreversibilmente l’ambiente. I Grandi della Terra, che rappresentano 500 milioni di persone ossia “solo” il 7% della popolazione mondiale, sono “responsabili” - stavolta sì… - del 50% delle emissioni inquinanti. E così mentre il 50% più povero degli abitanti del pianeta produce “solo” il 7% delle emissioni pericolose per l’ambiente, sono gli stessi poveri ed emarginati della Terra coloro che pagano le conseguenze più pesanti dell’innalzamento della temperatura. Nel 2050, infatti, se non si prenderanno subito dei provvedimenti radicali, il nostro pianeta si troverà in ginocchio, con una popolazione di 9 miliardi di abitanti per i quali non sarà più in grado di produrre acqua, cibo ed energia per tutti. Per questo la Terra e i suoi abitanti devono “ringraziare” ancora una volta la cecità e l’egoismo dei potenti di turno che a malapena sono riusciti a trovare un “mini accordo” teorico e insignificante su una tematica così importante e fondamentale per le sorti del genere umano. Un accordo vergognoso e inutile, che non tiene conto degli interessi delle persone ma che difende quelli della finanza e dell’economia di pochi privilegiati. Infatti, come ha affermato il presidente venezuelano Chavez, “se il clima fosse una banca, i politici l’avrebbero già salvato”. Ai capi di stato e ai politici che hanno volutamente fatto fallire il vertice di Copenhaghen va il rimprovero espresso in un cartello esposto dai gruppi che manifestavano nelle strade della città danese: “Non cambiate il clima: cambiate il sistema!”

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