09.11.2009
GIU’ TUTTI I MURI!
Alle ore 21.20 del 9 novembre 1989 veniva abbattuto, da una folla festante, il primo pezzo del muro di Berlino. Sotto i colpi dei giovani tedeschi di allora, cadeva il muro della vergogna che divideva la città di Berlino, la Germania, l’Europa e il mondo intero.
Una divisione che veniva da lontano, dalla fine della Seconda Guerra mondiale, quando le due superpotenze di allora – USA e Unione Sovietica – si fronteggiavano in quella che era chiamata la “guerra fredda” per il controllo del pianeta. Questa divisione fisica rappresentata dal “Blocco di Berlino”, un ostacolo alto 3,50 metri e lungo 155 km, era diventata il simbolo di un’altra separazione traumatica e dolorosa: la “Cortina di ferro”, un muro ideologico, sociale ed economico che divideva l’Ovest e l’Est del mondo. A 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, il mondo vive il trauma della presenza di altri muri – tanto materiali come ideali – che separano e allontanano popoli e nazioni. Tra questi, i più tristemente famosi sono il muro della Palestina, alto 8 metri e lungo 700 km, voluto da Israele per spaccare in mille pezzi il già frammentato territorio del popolo palestinese. Crescono e si moltiplicano i muri anti-immigrati eretti tra le frontiere di Messico e Stati Uniti, o i reticolati della cittadina mediterranea di Ceuta che dividono Spagna e Marocco. A questi devono aggiungersi i “muri d’acqua” tra paesi Poveri e paesi Ricchi, attraversati da disperati in cerca di una vita migliore e di un futuro: il mar Mediterraneo tra Europa e Africa; i Caraibi tra America del Sud e USA: l’oceano Pacifico attorno all’Australia e l’oceano Indiano che bagna sia le coste dell’Asia benestante che quella sofferente. E poi ci sono i muri che oppongono maggior resistenza ad essere abbattuti. Sono i muri dell’ignoranza, razzismo, superstizione, pregiudizio, violenza, maschilismo, consumismo ecc., che si innalzano nella vita delle società nazionali e nelle coscienze delle persone. Sono i più difficili da abbattere perché hanno le fondamenta nei comportamenti della vita di ogni giorno di tutti noi. Anche questi sono muri da buttare giù al più presto: infatti,tutto ciò che separa e divide le persone e i popoli, distrugge e uccide la vita dell’intera umanità.
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